Suolo e Salute

Autore: admin

CONSERVAZIONE SOSTENIBILE PER IL CARCIOFO BIOLOGICO

CONSERVAZIONE SOSTENIBILE PER IL CARCIOFO BIOLOGICO

L’uso sinergico di olio essenziale di prezzemolo e il confezionamento sottovuoto migliorano la qualità dei capolini di carciofo pronti da cuocere

Questo studio condotto dall’Università di Catania e dall’Università di Teramo ha esplorato l’idoneità dei carciofi (cv. Tema 2000) coltivati biologicamente (ORG) per la lavorazione come prodotto fresco pronto al consumo, rispetto a quelli coltivati convenzionalmente (CONV), considerando le difficoltà legate alla minore resa e ai costi più elevati dell’agricoltura biologica.

I ricercatori hanno testato un metodo di conservazione sostenibile utilizzando olio essenziale di prezzemolo (EO) e sacchetti biodegradabili in cellulosa (CELL) adatti al confezionamento ipobarico, come alternativa ai tradizionali sacchetti di plastica (OPA), durante 22 giorni di conservazione in frigorifero.

I risultati hanno mostrato che l’aggiunta di EO ha migliorato significativamente le proprietà fisiche dei sacchetti CELL e ha controllato efficacemente la crescita microbica, anche nei campioni ORG, che tendono ad avere una maggiore contaminazione a causa dell’uso di fertilizzanti naturali. Lo studio evidenzia che il trattamento con EO migliora le prestazioni del confezionamento in CELL e prolunga la durata di conservazione, suggerendo che questo approccio sia promettente per la conservazione dei carciofi freschi pronti al consumo.

Per approfondimenti:

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0925521425001048

 

FA’ LA COSA GIUSTA! VI ASPETTA IN UNA NUOVA LOCATION

FA’ LA COSA GIUSTA! VI ASPETTA IN UNA NUOVA LOCATION

La fiera del consumo critico e degli stili sostenibili torna a Fiera Milano Rho dal 14 al 16 marzo 2025

Nata nel 2004 da un progetto della casa editrice Terre di mezzo, “Fa’ la cosa giusta!” ha la finalità di far conoscere e diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.

Per la prima volta si svolgerà a Fiera Milano Rho, una location nuova, ben collegata dalla metro e dall’alta velocità.

Inoltre, questa edizione sarà gratuita

Registrati a questo link: https://www.clappit.com/biglietti-falacosagiusta

La fiera è aperta dalle 9 alle 20 il venerdì e il sabato e dalle 9,30 alle 19 la domenica.

 

CONSUMI ED ATTIVITÀ DEL SETTORE BIOLOGICO ITALIANO NEL 17° RAPPORTO DI BIO BANK

CONSUMI ED ATTIVITÀ DEL SETTORE BIOLOGICO ITALIANO NEL 17° RAPPORTO DI BIO BANK

Il rapporto annuale della banca dati del bio evidenzia un settore in salute

Per il 2024, le rilevazioni di Bio Bank hanno evidenziato un settore in buona salute, con un valore del mercato che sale a 9,1 miliardi di euro nel 2023, con un incremento dell’8,7% sull’anno precedente e un +135 % rispetto ad un decennio fa.

I consumi raggiungono 4,2 miliardi nel 2023, con un aumento del 6,7% sul 2022. Anche i consumi fuori casa registrano un +18,1% rispetto al 22 e 1,3 miliardi spesi.

 

Per approfondimenti:

Per sfogliare il rapporto CLICCA QUI

https://www.biobank.it/

CRESCERE SUL MERCATO FACENDO RETE

CRESCERE SUL MERCATO FACENDO RETE

I Consorzi di Tutela Igp insieme per offrire nuove possibilità di sviluppo commerciale. Anche la GDO ci crede

 

Nuove possibilità di promozione e sviluppo commerciale alle produzioni certificate possono nascere se si fa rete. È uno degli spunti emersi durante l’evento “Il ruolo dei consorzi di tutela: esperienze a confronto”, organizzato a Bussolengo (Verona) dal Consorzio della Pesca di Verona IGP.

L’incontro è stata un’occasione di confronto con altre importanti realtà del panorama nazionale che tutelano prodotti ortofrutticoli a indicazione geografica: il Radicchio di Verona IGP, la Pera Mantovana IGP, il Cavolfiore della Piana del Sele IGP, l’Uva di Puglia IGP, oltre alla Pesca di Verona IGP.

 

Cristiana Furiani, presidente del Consorzio del Radicchio di Verona IGP, ha ricordato che per valorizzare il prodotto certificato serve promuoverlo, comunicarlo, raccontandolo, partecipando a manifestazioni sia locali che nazionali e internazionali, con il coinvolgimento anche di ristoranti per far conoscere gli svariati utilizzi del radicchio scaligero in cucina, dall’antipasto al dolce.

Francesco Laporta del Consorzio Uva di Puglia IGP ha sottolineato il lavoro che si sta svolgendo per cercare di ampliare il parco varietale e modificare il disciplinare. Allo stato attuale, infatti, sono considerate solo le cultivar con seme e non le seedless, che stanno continuando a crescere.

Paolo Morselli, presidente del Consorzio della Pera Mantovana IGP, ha ricordato le difficoltà a cui la produzione è andata incontro negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici e della cimice. Tuttavia, la situazione sembra stia iniziando a distendersi, grazie ad un lento recupero, con estirpi bloccati e l’IGP come possibilità di rilancio per un futuro più roseo.

Antonio Vocca del Consorzio Cavolfiore Piana del Sele IGP si è soffermato sulle normative e la legislazione che offre opportunità legando i prodotti a identità geografica con il turismo enogastronomico e la sostenibilità.

Sulla Pesca di Verona IGP, Leonardo Odorizzi ha sottolineato l’importanza della creazione del consorzio come mezzo per un nuovo e definitivo rilancio di un prodotto d’eccellenza del territorio scaligero che rischiava di decadere definitivamente, dopo anni di estirpi e crolli produttivi.

Il confronto con gli esponenti della GDO ha confermato che i clienti, sempre più esigenti, siano disposti a spendere di più per un prodotto di qualità, con l’IGP che ricopre un ruolo distintivo, sano e sicuro.

 

https://www.corriereortofrutticolo.it/consorzi-di-tutela-ig-fare-rete-per-crescere-sul-mercato-anche-la-gdo-ci-crede/

L’INNOVAZIONE SOSTENIBILE IN VITICOLTURA CON IL NUDGING

L’INNOVAZIONE SOSTENIBILE IN VITICOLTURA CON IL NUDGING

Il nudging come tecnica per favorire l’adozione di pratiche sostenibili in viticoltura

Il nudging è un intervento comportamentale che mira a orientare le scelte degli individui senza imporre restrizioni o modificare incentivi economici diretti. Nello studio effettuato da Vella et al. (2025), questa strategia è stata applicata per incoraggiare alcuni viticoltori siciliani ad adottare varietà di vite resistenti ai funghi (Piwi).

Nello studio, l’analisi è stata condotta su 244 viticoltori siciliani, suddivisi in tre gruppi:

  • gruppo di controllo: nessuna informazione data;
  • gruppo “Salience Nudge” che rileva gli impatti ambientali negativi dei fitofarmaci;
  • gruppo “Salience + Social Comparison Nudge” che, insieme alle informazioni ambientali fornisce dati sulle scelte di altri viticoltori della stessa area.

 

Basandosi su principi di psicologia comportamentale, il nudging sfrutta la rilevanza delle informazioni e il confronto sociale per indirizzare le decisioni verso comportamenti più sostenibili, senza ricorrere a obblighi normativi o incentivi economici.

Nello specifico, le varietà Piwi, ottenute dall’incrocio tra Vitis vinifera e altra specie di Vitis resistenti o tolleranti alle malattie fungine, riducono significativamente la necessità di trattamenti chimici e spesso mostrano elevato adattamento ai cambiamenti climatici. Tuttavia, la loro diffusione in Europa rimane limitata, rendendo auspicabili strategie per incentivarne l’uso.

 

I risultati mostrano un impatto positivo del nudging, con un aumento della probabilità di adottare varietà Piwi di quasi il 13% in entrambi i gruppi rispetto al controllo.

Non è emersa una differenza significativa tra i gruppi di nudging, suggerendo che l’evidenza degli effetti ambientali dei fitofarmaci è già di per sé un incentivo sufficiente per influenzare le decisioni.

Contrariamente a quanto suggerito da altri studi, le aziende più grandi mostrano minore propensione ad adottare le varietà Piwi. I risultati dello studio dimostrano che il nudging è una strategia efficace per incoraggiare pratiche agricole più sostenibili, influenzando positivamente la percezione dei viticoltori verso le varietà Piwi. In particolare, le motivazioni sociali e personali si rivelano più incisive di quelle economiche e le campagne di sensibilizzazione giocano un ruolo chiave nella transizione ecologica in agricoltura.

 

 

Per approfondimenti:

Francesco Vella, Giuseppina Migliore, Giorgio Schifani, Riccardo Vecchio, “Nudging interventions to foster the reduction of pesticides in viticulture. Insights from Italian winegrowers”, Environmental Development, Volume 54, 2025, 101120, ISSN 2211-4645. Disponibile qui 

IN CRESCITA IL FATTURATO “BIOLOGICO” DELLE COOPERATIVE

IN CRESCITA IL FATTURATO “BIOLOGICO” DELLE COOPERATIVE

Ismea presenta al Sana di Bologna un’indagine sulle cooperative biologiche. Fatturato in aumento: vino e ortofrutta i più venduti

Per le cooperative che operano in biologico, fatturato in aumento (+3,8%), vino e ortofrutta i prodotti più commercializzati. Sono questi alcuni dei risultati emersi da un’indagine sulla cooperazione nel settore del biologico condotta da Ismea nell’ambito della Rete Rurale Nazionale presentata al Sana di Bologna.

L’indagine ha interessato un campione di cooperative proprietarie dei marchi leader del comparto biologico diffusi nella Gdo e nella distribuzione specializzata. Il fatturato nel 2023 è stato di 2,7 miliardi di euro con in testa il settore vitivinicolo, seguito dall’ortofrutticolo, il seminativo e il lattiero caseario.

Una cooperativa su due commercializza i propri prodotti anche all’estero con buoni margini di crescita. Inoltre, più dell’86% delle cooperative biologiche è in possesso di un’ulteriore certificazione connessa ai regimi di qualità UE (Dop, Igp, Stg) e le certificazioni di processo.

Più del 75% delle cooperative biologiche utilizza energie rinnovabili, di queste oltre il 92% è anche produttore di energia.

In base all’indagine, le motivazioni che stimolerebbero le aziende agricole biologiche a conferire in cooperativa le proprie produzioni sono riferibili a: logiche di filiera come una equa e tempestiva remunerazione ai soci (25%), accordi lungo la filiera, che danno la certezza del prezzo (24%), organizzazione della domanda e dell’offerta con conseguente facilità di conferimento del prodotto (28%), fornitura di servizi continui di assistenza tecnica (15%).

La frammentazione del settore agricolo italiano è, infatti, una criticità che può essere affrontata attraverso l’aggregazione tra produttori, mettendo insieme l’intera filiera e migliorando così l’efficienza e la distribuzione del valore delle produzioni a vantaggio del produttore e del consumatore finale.

 

https://vigneviniequalita.edagricole.it/mercato/cresce-il-fatturato-biologico-delle-cooperative-e-il-vino-e-il-prodotto-piu-venduto/