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Programma annuale di produzione (PAP): nuova proroga al 30 settembre 2020

Programma annuale di produzione (PAP): nuova proroga al 30 settembre 2020

ll Dipartimento delle Politiche Competitive, della Qualità Agroalimentare, della Pesca e dell’Ippica del Mipaaf con decreto ministeriale n. 2058 del 14 maggio 2020 ha prorogato ulteriormente il termine per la presentazione del Programma annuale di produzione.

Già a gennaio scorso era stata presa la decisione di prorogare la domanda di presentazione al 15 maggio a causa di disguidi burocratici. Quest’ultima proroga è stata concessa a seguito dell’emergenza causata dal Covid 19. Gli organismi di controllo e certificazione, pur comprendendo il momento critico per tutti, sono concordi nell’affermare che questo ulteriore allungamento per la presentazione dei PAP causerà non pochi disagi nella gestione dell’attività operativa. “Ci doteremo di una palla di cristallo per programmare i controlli, i prelievi campione e per aggiornare i documenti di certificazione – così commenta in maniera scherzosa Alessandro D’Elia, direttore generale di Suolo e Salute. Anche in questa occasione, e a maggior ragione in questa fase emergenziale, faremo del nostro meglio – continua D’Elia – per garantire il massimo livello di efficacia dei controlli. Ma, fermo restando la condivisa utilità del programma annuale di produzione e visto che la proroga rispetto al temine fissato dalla normativa sta diventando una prassi consolidata negli anni, sarebbe auspicabile per il futuro un confronto franco e costruttivo con i soggetti decisori per analizzare le ripercussioni di questi posticipi sulla gestione operativa dei controlli”.

Consulta in nuovo DM n. 2058 del 14 maggio 2020

Fonte: http://www.sinab.it/bionovita/pap-proroga-dei-termini-di-presentazione

Sicilia: prorogato di due anni il bando 2015 per l’Agricoltura Biologica

Sicilia: prorogato di due anni il bando 2015 per l’Agricoltura Biologica

L’assessore all’agricoltura della Regione Sicilia, Eddy Bandiera, ha dichiarato che aggiungerà una proroga biennale oltre il quinquennio previsto dal bando 2015 “Agricoltura Biologica”.

Il bando corrisponde alla misura 11 del PSR Sicilia 2014-2020 “Agricoltura biologica” Operazione 11.2.1 “Pagamenti per il mantenimento dell’agricoltura biologica”, pubblicato per incoraggiare la conservazione della biodiversità e dei paesaggi, la riduzione dell’inquinamento delle risorse idriche, dell’erosione e della perdita di fertilità dei suoli, contribuendo inoltre alla riduzione dell’emissione dei gas serra.

“Attraverso questo prolungamento riusciamo a dare copertura, per i prossimi due anni, al mantenimento di buona parte delle superfici biologiche siciliane, pari a 130 mila ettari. Stiamo parlando di un importo di spesa che, nel quinquennio appena passato, è valso 160 milioni di euro, il che significa che per i prossimi due anni riusciamo ad assegnare alle aziende agricole siciliane una somma pari a 60 milioni di euro a intero beneficio dell’agricoltura biologica siciliana”.

Oltre alla proroga, l’assessore annuncia uno stanziamento straordinario, pari a 200mila euro per la Biofabbrica di Ramacca, un opificio dell’Ente di Sviluppo Agricolo (ESAche alleva insetti utili, antagonisti di quelli dannosi alle coltivazioni agricole, da liberare nelle aziende agricole biologiche o integrate.

“Si tratta di una struttura che, se supportata, può divenire strategica nelle politiche di attuazione della lotta biologica, una delle 26 biofabbriche europee, peraltro la più importante del Mediterraneo che produce, in termini massali, il maggior numero di insetti base. La Biofabbrica, così, sarà nelle condizioni di sviluppare nuovi protocolli per fronteggiare, con metodi naturali, vecchie e nuove emergenze entomologiche parassitarie, come quella del cimiciato del nocciolo che sta creando problemi produttivi e qualitativi alle produzioni corilicole dei Nebrodi”, ha spiegato l’assessore Bandiera.

Fonte: https://www.greenplanet.net/sicilia-proroga-di-due-anni-al-bando-2015-agricoltura-biologica/

15 Maggio: termine ultimo per presentare il Programma annuale di produzione

15 Maggio: termine ultimo per presentare il Programma annuale di produzione

Il 15 maggio 2020 scade il termine per presentare il PAP, Programma annuale di produzione, richiesto a ogni azienda certificata.

La scadenza, prevista di solito per fine gennaio, è stata prorogata al 15 maggio 2020 come previsto dal decreto ministeriale 6514/2020, in seguito ai rallentamenti burocratici dovuti all’adozione del fascicolo aziendale in modalità grafica da parte di Agea.

Invitiamo, così, tutti gli agricoltori interessati, se non l’hanno già fatto, a presentare il PAP in modo da non rischiare solleciti o provvedimenti di non conformità.

Fonte: https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2020/05/05/biologico-ultimi-giorni-per-il-programma-annuale-di-produzione/66730

Repressione Frodi (ICQRF): pubblicato il Report sui controlli nella Filiera Agroalimentare durante l’emergenza Covid-19

Repressione Frodi (ICQRF): pubblicato il Report sui controlli nella Filiera Agroalimentare durante l’emergenza Covid-19

Durante i tre mesi di emergenza dovuti dal Covid-19, l’ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari), per continuare a garantire la qualità, la sicurezza e l’eccellenza dei prodotti agroalimentari, ha eseguito 21.172 controlli antifrode sulla filiera agroalimentare.

Il 67% dei controlli ha interessato i settori vitivinicolo, oleario e lattiero-caseario ma anche settori merceologici e prodotti che, in seguito all’emergenza Covid e al conseguente isolamento domestico, hanno registrato sostanziali incrementi delle vendite, come le carni, le uova, la pasta, il riso e, in generale, i prodotti alimentari preconfezionati. Anche i canali e-commerce sono stati monitorati, rimovendo 445 casi sospetti. L’ICQRF ha partecipato inoltre al Piano europeo di controllo sulle vendite e sulla pubblicità on line di prodotti alimentari con riferimenti al Covid-19 effettuando 35 interventi sul web, e segnalando alla Commissione UE 35 prodotti irregolari, tra i quali integratori alimentari, estratti di erbe, the, funghi e miele.

Report ICQRF

Fonte: http://www.sinab.it/bionovita/icqrf-pubblicato-il-report-sui-controlli-nella-filiera-agroalimentare-durante-lemergenza

Negli ultimi trent’anni un quarto degli insetti in meno

Negli ultimi trent’anni un quarto degli insetti in meno

Una ricerca condotta dal Centro tedesco per la ricerca sulla biodiversità integrata, insieme all’Università di Lipsia e a quella di Halle-Wittenberg, ha evidenziato come in 30 anni sono scomparsi un quarto degli insetti.

Gli insetti sono fondamentali per gli ecosistemi naturali, poiché impollinano le piante, riciclano gli scarti naturali e fanno parte della catena alimentari: la loro perdita determina una significativa riduzione della biodiversità.

Lo studio, confrontando 166 studi svolti tra il 1925 e il 2018 in oltre 1600 siti di 41 Paesi, ha rilevato che gli insetti, come farfalle, formiche, cavallette, diminuiscono ogni anno dello 0,92%: circa il 9% in meno ogni 10 anni, in altre parole oltre il 27% in 30 anni. Il calo più indicativo si è registrato in Nord America soprattutto negli Stati dell’Ovest e del Midwest, ma è l’Europa che dal 2005 mostra la maggiore accelerazione nelle perdite, in particolare in Germania, dove alcuni anni fa era stata stimata una perdita degli insetti volanti nelle riserve naturali superiore al 75% nell’arco di 27 anni.

Tutto ciò è determinato soprattutto dalla distruzione degli habitat naturali, il cambiamento dell’uso del suolo, sia in termini agricoli sia urbanistici, ma anche dall’importante uso dei pesticidi e dell’inquinamento luminoso.

Per quanto riguarda, invece, gli insetti d’acqua dolce hanno registrato un aumento dell’1,08% annuo, soprattutto in Nord Europa, Stati Uniti occidentali e Russia. Ma rappresentano solo il 10% delle specie.

Fonte: https://www.cambialaterra.it/2020/05/in-30-anni-scomparso-un-quarto-degli-insetti/

Aziende biologiche: il 73% dichiara di essere in crisi a causa del Covid 19

Aziende biologiche: il 73% dichiara di essere in crisi a causa del Covid 19

Quanto ha inciso l’effetto della pandemia da Covid 19 sul biologico? Al quesito ha risposto la Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB). La Fondazione – insieme ad AIAB, Assobiodinamica e Federbio – ha analizzato i dati di una consultazione on-line, promossa anche da Suolo e Salute, per rilevare l’impatto della pandemia da Covid 19 sulle aziende biologiche italiane. Dai dati è emerso che due aziende bio su tre sono in difficoltà. Al sondaggio, iniziato il 25 marzo e durato per tutto il lockdown, hanno partecipato quasi 400 produttori biologici. Dall’analisi è emerso che il 73% delle aziende sono state investite dalla crisi. In termini di liquidità, il 65% delle aziende ha dichiarato di poter resistere al massimo tre mesi, senza una concreta ripresa, e poco meno del 10%, grazie alla vendita online, ha dichiarato di poter resistere ancora un anno.

I produttori dichiarano che la maggior difficoltà riscontrata è legata ai canali di distribuzione che prevedono maggior mobilità rispetto ad altre soluzioni. Ha inciso molto il fatto di doversi recare dal produttore per la vendita diretta o la chiusura di ristoranti e locali o l’impedimento di tenere mercatini e fiere in diverse Regioni, “vetrine” fondamentali per il 24% degli intervistati. Tutto ciò considerato che il 66,3% delle aziende ha operato in passato anche in vendita diretta, il 27% tramite cooperativa/consorzio, attraverso i gruppi di acquisto solidale (GAS) il 22% dei rispondenti.

“Le nostre aziende – dichiarano le associazioni di categoria del biologico – hanno in primo luogo bisogno di ascolto, come testimonia l’ampia adesione a questo sondaggio. Le esigenze dei produttori biologici vanno comprese e servono misure adeguate, se si vuole salvare un comparto fondamentale per una fase 2 ‘green’. Chiediamo, dunque, che venga snellita la procedura burocratica per garantire la fruizione dei fondi messi a disposizione per l’uscita dall’emergenza economica e sociale. Abbiamo infine una proposta concreta, oltre alla liquidità necessaria subito, che comporta solo un’azione di snellimento burocratico e organizzativo: si renda immediatamente efficace l’erogazione di risorse della Politica Agricola Comunitaria (PAC) e del Programma di sviluppo rurale (PSR) già a bilancio, che non derivano da prestiti o debiti per Stato o Regioni”.

Fonte: https://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/osservacibo/2020/05/07/news/aziende_del_bio_in_crisi_due_su_tre_possono_resistere_al_massimo_tre_mesi-255928452/